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Se la gente capisse a cosa penso, non potrei più imbrogliarlaGesù ha il cellulare spento. |
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September 06 L'ultimo post. Un post per viaggiare sereni. O più sereni. E' tradizione dei blogger di msn, prima o poi, cambiare casa. Non è proprio scappare da se stessi, quanto più adattarsi alla nuova forma che la vita ti ha dato. Stronzata? Si, decisamente. In fondo si parla di un blog, di una camera virtuale dove non proprio puoi fare quello che ti pare (vedi incursioni di parenti o persone non richieste). E quindi: è una necessità emigrare. E a settembre, come recita il titolo, si emigra sempre. Allora prendo la mia valigia di cartone e cambio stanza. Che tanto tu, si sa, sei sempre dove sono io. Anche quando non ci sei. Anche quando non ho un'idea precisa di te. Dicevo. Si emigra. Settembre impietoso porta via pezzettini di me. Piccoli eh, che non ci si fa male troppo al cuore. A parte gli amici, ma quelli ormai ce li tatuiamo pure addosso, per farli stare ancora più vicini. Chè sul cuore i tatuaggi non si possono mica fare. O almeno, non con l'inchiostro. A settembre si parte tutti, si va tutti altrove. Che poi dov'è questo altrove, mica l'ho capito. Io so che ho un biglietto fatto, una valigia troppo pesante a cui non mi va mai di pensare, moltissima musica e la necessità di un ipod gigante che contenga tutti questi desideri musicali vari ed eventuali. Ma poi dove vado in effetti mica lo so. Le mie residenze sono gli aerei e i treni, le mie finestre danno sulle nuvole e spesso vedi anche il mare e le persone piccole piccole e lentissime, o grandi e velocissime. Mi sposto solo perchè la musica che ascolti durante un viaggio è sempre la migliore. Perchè viaggiare non è mai spostarsi, ma è un atto d'amore. Mi hanno detto questa estate. Me l'hanno detto così bene che ho comprato il cd, per ricordarmelo sempre. Perchè ogni viaggio è composto di istanti che durano dai tre ai cinque minuti. Volevo un posto dove non fosse necessario dare spiegazioni sul perchè ho abbellito una brutta caviglia con un altro tatuaggio. Sul perchè io non abbia nemmeno pensato alla cosa, alle conseguenze - conseguenze di che, poi? potrò lavorare in un'azienza prestigiosa anche con la caviglia tatuata. che poi, chi ha voglia di lavorare in un'azienda? - alla probabile azione legale che i miei parenti intraprenderanno per disederarmi. Insomma, siccome è settembre, e a settembre le cose cambiano per forza, e cambiano per tutti, io ho deciso che fosse il momento di decidere per me. Cosa che in fondo ho sempre fatto, ma necessitavo ribellione, per questo settembre che si è portato via un sacco di cose ma che me ne ha date tante altre. E quindi vi saluto tutti, blogger di msn. A settembre è necessario lasciare un consiglio musicale, ma di artisti ne ho scoperti troppi, quindi vi lascio il titolo del cd che sto ascoltando mentre scrivo questo ultimo post. Fugazi - Red Medicine Mi troverete, comunque, qui -----> http://settembreciporteravia.blogspot.com/. Mai titolo di blog fu più azzeccato. Per inciso, io amo l'odore che c'è da SecondaPelle. L'odore del disinfettante. Tutto quell'odore di pulito, che sa di un ospedale buono, di quelli che non fanno male al cuore. E amo la sensazione che procura farsi fare un tatuaggio. Perchè ti rappresenta, dice chi sei. E per me è diventato necessario, ché sono Inkdependent, e considero la pelle il primo foglio bianco su cui scrivere. E come dice Sandro (nella foto, quello con la faccia umana): "chista ppìmmia pigghiau u sciddicu!" Kaki King - Dreaming of revenge Baci, abbracci, caramelle e cioccolatini. April 18 Era un buon momento. Quello che non riuscivo a tollerare era il pensiero che un giorno tutto sarebbe finito in niente, gli amori, le poesie, i gladioli. Ci saremmo trovati imbottiti di terra come panini. Questa. E' solo una storia. Dallo specchio ti guardo. Mi scopro le gambe, ed i pensieri ci scivolano sopra. Le mani macchiate di bianco, passo dita sul cielo sporco di nuvole troppo grige. Parlava
lento come se ci pensasse, alle parole.
Lentamente, da qualche parte, sfiorivano i gigli.
Masticavo il tempo e poi ne tiravo le estremità come un chewingum. Da qualche parte, lui parlava. Mi prese per il polso, il gesto più familiare e naturale del mondo. Lo aspettai la sera, e anche la sera dopo quella sera. Le ore si mordevano l'un l'altra spazientando nell'attesa. Il giorno dopo una colonna ci vide mescolare gli umori dell'anima all'imbarazzo di parole improvvise.
Una irrequietezza crescente apriva brecce, spaccava le pietre del sospetto.
Sguardi sconosciuti volavano come insetti nell'aria immota. Qualcosa ci turbava. Forse le ansie di ieri. Forse i miasmi del passato. Immersi i piedi nell'acqua gelida e il freddo mi schiaffeggiò le ossa. Alla realtà! Alla realtà! Gridavano adesso senza ritegno.
Gl'occhilelabbralapelle. Gl'occhilelabbralapelle. Gl'occhilelabbralapelle.
Il giorno si accartocciava al calore delle ore. Mi s'imbruniva anche il pensiero, col sopraggiungere della sera. Un fiume di odori differenti riempiva l'aria, squarciando narici. L'hai trovata? Ho smesso di cercarla. La strada si snodava come tappeti rossi, ma io non avevo vestiti da cinquemila euro e non bevevo champagne. Le bollicine, quelle si, le avevo tutte in testa, e i neuroni brindavano alla mia. Camminai con l'ansia di vederlo, il piccolo insetto nell'ambra mi perseguitava: avevo compiuto un peccato imperdonabile, intrappolandolo e Gesù non era contento. Mi feci perdonare, ma lui non si presentò comunque all'appuntamento. Quindi decisi che era cosa più saggia chiudere gli occhi ai sogni e
mi addormentai cantando la nona di Beethoven.
March 08 Festa delle Tonne E dunque. Forse ho la febbre. Il che è snervante. Stasera malditesta lancinante, morsi dello stomaco che va pian piano autodigerendosi, un brufolo. Ho comprato un altro libro. Più precisamente, questo libro. Il che fa la bellezza di 7 libri in meno di tre settimane. Se non è un buon modo questo per dilapidare le mensili finanze... Stasera mi avvolgo nella sciarpa e nelle occhiaie vestigia di un week end all'insegna dell'alcol, e mi rilasso leggendo questa amabile tonna di cui tanto amo le avventure e che seguo con insana passione da ormai un pò di tempo. Il silenzio della casa è spezzato piacevolmente dal familiare rumore della lavatrice che renderà la mia seconda pelle splendida e dal ticchettare sempre ansioso delle mie dita sulla tastiera. Stasera la sera è tiepida, segno di una primavera sempre più prossima, e io ho ascoltato in piazza maggiore un chitarrista inglese dagli occhi belli e tristi come il mare d'inverno, che suonava canzoni d'amore e che ha eseguito con mio grande piacere "Tears in Heaven" di Eric Clapton. Adoro entrambi, per la cronaca. Stasera mi chiedo un pò di cose e scrivo tanto che alla fine mi sento vuota e leggera come una kinder paradiso. Ho ascoltato musica tutto il giorno e il pensiero che domani ricomincia la settimana, che Judith se n'è andata e che la lampadina della mia stanza è ancora fulminata...beh, era meglio non pensarci, in fin dei conti. Ai viandanti scalzi lascio qualche ricordo sonoro di questa giornata all'insegna di. Ad ognuno il suo. Portishead. Glorybox Portishead. Numb Album consigliato: Dummy. |
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